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Ottobre 7th, 2007 di Andrea Laus

E’ ormai passata una settimana da quando è arrivata Lilli. Dato che già nei primi 5 minuti si era già ambientata, potete immaginare oggi: praticamente siamo ospiti a casa sua.

E’ bellissima, anche se abbiamo dovuto spuntarle un po’ le unghie, dato che erano praticamente artigli affilatissimi. Ora va un po’ meglio, si riesce a giocare senza andare al pronto soccorso.

E adesso le foto. Iniziamo con i “preparativi”. Abbiamo dovuto infatti costruire l’albero gatto (per evitare che distrugga il divano con le unghie) e dotare tutte le finestre di opporune zanzariere (così, per evitare che decida di buttrsi dal balcone). Ecco qui.

E a seguire qualche foto di Lilli ad una settimana dalla “adozione”:

Settembre 30th, 2007 di Andrea Laus

Sabato 29 settembre, ore 17.30, siamo andati a prenderla. Ecco la foto:

Lilli

Prima sera: arriva a casa e (altro che “inizialmente si nasconderà in un angolo almeno x 1 giorno”) inizia ad esplorare la casa, come se ci avesse sempre abitato. Ci ha messo 5 minuti ad ambientarsi.

Ha dormito nel letto (cioè, lei ha dormito… gli altri un po’ meno) e la mattina ha iniziato alle 6 a giocare. Domenica (oggi) era già completamente a suo agio.

A breve pubblichiamo qualche video. State sintonizzati !

Settembre 23rd, 2007 di Andrea Laus

NON fraintendete. Saremo in tre, ma il terzo (anzi LA terza) è una gatta. Io, Sara e “Lilli”.

Abbiamo preso una gatta !!!!!
Ma non una gatta qualunque… Guardate qua:

La nostra sarà la quarta da sinistra (oppure l’ultima a destra, non è ancora definito). Ha 75 giorni ed è bellissima. Abbiamo già attrezzato a casa la sua stanzetta.

Arriva sabato 29 Settembre. dall’allevamento Wildeyes (che ringraziamo x la foto).

Quindi… a sabato con le foto!!!

Settembre 23rd, 2007 di Andrea Laus

Curioso, mi ha postato un commento Monica. Deduco Monica Laus, dato il testo del suo commento. Temo che non siamo parenti, ma non si sa mai. In Italia, secondo Pagine Bianche, ci sono 70 Laus. Effettivamente non sono tanti. Una cosa che diventa ancora più curiosa scoprendo che c’è un mio omonimo (Andrea Laus) a Potenza. Non sarebbe male sentirlo e scambiarci una foto. Magari ci assomigliamo pure !!!

Luglio 6th, 2007 di Andrea Laus

Incontro 2 aziende al giorno. Per 5 giorni alla settimana, tutto l’anno. Quasi tutti gli interlocutori hanno già fatto qualche esperienza di formazione a distanza. Di questi quasi la metà si lamenta: “i nostri dipendenti non si affezionano, l’e-learning non riesce a coinvolgere… molto meglio l’aula”.

Cerco di capire meglio. Anche perché è come se, parlando di cucina, mi dicessero: “il primo non piace ai nostri clienti, meglio un buon arrosto”.Poi diamo una occhiata al loro e-learning. E tutto diventa chiaro. Hanno messo on-line dei contenuti “da sfogliare”, nel senso vero del termine: l’utente clicca, legge, guarda, qualche volta (raramente) ascolta e clicca di nuovo, verso la pagina successiva. Alla fine risponde a tre domande e tutto finisce lì.

Mi viene in mente che l’equivalente, in aula, sarebbe far sedere le persone al loro posto e, invece di un docente, mettere il mezzobusto del telegiornale (ma quello che usano quando c’è lo sciopero dell’informazione, avete presente del tipo: “sono stato autorizzato dal comitato di redazione… solo notizie senza servizi esterni…” eccetera). Questo sale in cattedra ed inizia a snocciolare i contenuti del corso, senza emozione, senza coinvolgere, senza interagire. Esci dall’aula e cosa pensi? “Ma che razza di corso era? I corsi in aula non sono interessanti!”.

Questo paragone ci fa sorridere: la formazione d’aula è così radicata nella nostra cultura che a nessun trainer verrebbe mai in mente di organizzare in questo modo un corso (sebbene ciascuno di noi abbia prima o poi partecipato ad un corso “poco interessante” o “noioso”, e di solito la colpa è del docente).Eppure, quando si parla di formazione a distanza, la maggior parte delle aziende ancora non riesce ad associare questa esperienza (perché, ricordiamocelo, per l’utente è prima di tutto una esperienza) ad un banale ma fondamentale concetto di fondo: chi partecipa, e sottolineo partecipa, ad un corso deve essere coinvolto.

E’ ovvio che il modo di coinvolgere il discente in aula è e deve essere diverso dal modo in cui lo si coinvolge on-line. Ma comunque va coinvolto. Altrimenti la formazione (che sia in aula o davanti a un pc) non funziona.
Per fortuna qualche esempio di corsi on-line che prima di tutto mirano a coinvolgere gli utenti c’è. E funziona. Le persone sono attratte da questo tipo di formazione. E in questi casi non si pone più il dilemma aula o on-line, quasi fossero alternative inconciliabili. Anzi, quando si riesce a coinvolgere lo si può fare anche mixando le tecniche.

Comunque, questa davvero è l’alba dell’elearning. Nel senso che manca ancora parecchia strada da fare prima che si raggiunga una vera consapevolezza di come fare un e-learning efficace. Vi aggiornerò sui progressi di questo bimbo in fasce.